L’estrema destra é arrivata anche in Spagna. Precisamente in Andalusia, storica roccaforte del partito socialista spagnolo.
Questa domenica i cittadini hanno votato per l’elezione del parlamento locale. Il voto ha decretato una battuta d’arresto per il PSOE di Pedro Sanchez, al governo del paese dal giugno scorso, in seguito alla mozione di sfiducia nei confronti di Mariano Rajoy. Ma soprattutto, cio che colpisce di questa tornata elettorale è l’affermazione di Vox, formazione di estrema destra nata nel 2013, che ha raccolto 395.978 voti (10,97%), eleggendo cosi 12 deputati. Con queste elezioni, la formazione sovranista guidata da Santiago Abascal diventa la quinta forza politica della regione, dietro a Adelante Andalucia, la coalizione tra Podemos e Izquierda Unida (16,18%), Ciudadanos (18,27%), Partito Popolare (20,75%) e Partito socialista (27,95%).
L’affermazione di Vox porta con sé un cambiamento importante nell’ assetto politico del paese. È ancora presto per poter dire se il risultato si replicherà su scala nazionale o alle europee di maggio. Tuttavia, la novità sta nel fatto che anche la Spagna, come molti altri paesi europei (tra cui il nostro), vede l’emergere di una destra sovranista, in linea con un trend continentale che pare non arrestarsi. In un paese con un passato franchista alle spalle e finora immune – assieme al vicino Portogallo – all’avanzata delle ultradestre, il risultato appare sorprendente.
Vox ha incrementato i consensi e conquistato nuove simpatie nell’ottobre del 2017, quando, sfruttando la crisi politica in Catalogna, è riuscita a mobilitare le frange e i settori dell’estrema destra contro gli indipendentisti che organizzarono il referendum e la successiva dichiarazione unilaterale della regione.
Come molti altri partiti di estrema destra, la formazione sovranista spagnola ha una forte componente anti – femminista, anti – immigrazione e populista. In particolare, la componente populista è emersa nel corso della campagna elettorale, con la narrazione di una “Reconquista” da compiere: cioè togliere il governo della regione al PSOE, al potere ininterrottamente dal 1982. Un’obiettivo che il partito potrebbe aver raggiunto. Al momento, infatti, pare difficile che il partito socialista possa mantenere il governo della comunità autonoma piu popolosa di Spagna (8,6 milioni di abitanti). Il PSOE ha raccolto 33 seggi, 14 in meno rispetto alle elezioni del 2015. Se decidesse di allearsi con Adelante Andalusia (17 seggi), non arriverebbe comunque a quota 55, il numero minimo di seggi necessari per avere una maggioranza nel parlamento di Siviglia. Vox, oltre ad impedire la nascita di un governo regionale socialista, potrebbe concorrere alla formazione di un’alleanza “a destra”, con Ciudadanos e Partito popolare, raggiungendo cosi una possibile maggioranza (59 seggi).

Nelle prossime settimane si capirà meglio come verrà costituito il nuovo governo andaluso e se la formazione sovranista vi parteciperà. Intanto, però, Vox ha vinto a El Ejido, comune di 70mila abitanti nella provincia di Almeria, con 7337 voti, il 29,51% del totale che gli ha garantito la prima posizione. Se non è ancora un partito di governo in questa regione spagnola sono iniziate le prove per una possibile marcia fino a Madrid.

Immagine di copertina: https://edition.cnn.com/2018/12/03/europe/spain-far-right-vox-andalucia-intl/index.html

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Classe 1993, di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca). Mi sono laureato in Storia e Civiltà all’Università di Pisa.

Nel corso dei miei studi universitari mi sono occupato di criminalità organizzata, soprattutto di mafia siciliana. Ho realizzato lavori di ricerca incentrati sulla cosiddetta “Seconda Guerra di Mafia” e l’omicidio di Emanuele Notarbartolo.

Ho svolto un programma Erasmus a Siviglia, all’interno del Master en Historia y Humanidades Digitales della Universidad Pablo De Olavide.

Fino a pochi mesi fa mi trovavo a Cordoba. Ho svolto un programma Traineeship Erasmus all’interno di un’impresa spagnola dedita all’organizzazione di progetti europei con studenti provenienti da tutto il Continente.