Aggiornato il 12/01/2021

Breaking: il Congresso certifica la vittoria di Joe Biden, che è ora ufficialmente presidente eletto degli Stati Uniti d’America; i democratici hanno preso il controllo del Senato grazie alle vittorie ai ballottaggi in Georgia.

Per rispondere alla domanda che molti si stanno facendo: no, non ci sono precedenti nella storia degli Stati Uniti, neanche nella Guerra Civile del 1861-65. Anche se per molti la vera domanda è: come si è arrivati a tutto questo? Ne parliamo nel nostro articolo America in fiamme.

  • Mercoledì 6 gennaio i sostenitori di Donald Trump hanno preso d’assalto la sede del Congresso per impedire che la vittoria di Joe Biden venisse confermata – secondo loro e Trump si tratta, infatti, di una frode.
  • Biden, in un discorso alla televisione, ha esortato la cessazione dei disordini e ha incitato il Presidente Trump a intervenire. Trump fino a quel momento si era limitato ad alcuni tweet, senza però dire ai suoi supporter di ritirarsi.
  • Trump, a quel punto, in un brevissimo discorso incentrato sul fatto che le elezioni sarebbero state rubate ha detto ai suoi supporter di ritirarsi.
  • Nel frattempo i suoi sostenitori erano entrati dentro al Congresso.
  • Il Vicepresidente Mike Pence ha dato l’autorizzazione ad usare la Guardia Nazionale, anche se questo spetterebbe a Trump. Le dinamiche sono ancora poco chiare.
  • Secondo alcune fonti la polizia avrebbe lasciato passare i manifestanti. Si pensa quindi che alcuni funzionari delle forze dell’ordine siano seguaci delle teorie complottiste e/o vicini alla milizie pro Trump.
  • Solo dopo diverse ore le forze dell’ordine hanno ripreso il controllo del Congresso e dell’area circostante. Il bilancio è di sei morti, cinque tra i manifestanti e un poliziotto, mentre continuano ad aumentare gli arresti.
  • Il Congresso ha quindi ripreso i lavori per confermare la vittoria di Joe Biden. Prima dell’inizio dei lavori il leader della maggioranza repubblicana al Senato Mitch McConnell e il Vicepresidente Mike Pence hanno condannato quanto accaduto.
  • Già mercoledì la maggioranza dei media americani sostiene che verrà invocato il 25esimo emendamento della Costituzione che consente di rimuovere il Presidente dal suo ufficio se non più in grado di esercitare le sue funzioni. Se ciò accadesse Mike Pence diventerebbe presidente fino al giuramento di Joe Biden il 20 gennaio.
  • Trump è sempre più solo: si moltiplicano le prese di distanza dei membri repubblicani del Congresso, anche tra i suoi più accesi sostenitori.
  • La sindaca di Washington Muriel Browser ha esteso lo stato di emergenza fino al 21 gennaio, il giorno dopo il giuramento di Biden.
  • Twitter e Facebook hanno bloccato l’account di Donald Trump dopo che per tutta la giornata aveva pubblicato contenuti falsi e provocatori – pochi giorni dopo i due social hanno deciso di rendere definitiva questa decisione.
  • Si moltiplicano le voci, anche in seno al Congresso, che chiedono la messa in stato di accusa e la rimozione dei rappresentanti repubblicani che hanno sostenuto Trump nelle ore più critiche e che avevano dato vita ad una fronda per non fare riconoscere come legittimo il voto dato da milioni di americani a Joe Biden.

Era nell’aria tutto questo? Ovviamente nessuno si aspettava che si arrivasse a tanto. Ciononostante la possibilità di scontri, anche violenti, era una delle possibilità in campo: ve ne avevamo parlato in uno dei nostri podcast che potete ascoltare qui in cui vi spieghiamo perché la democrazia americana potrebbe essere in pericolo. Trump in questi mesi si è rifiutato di riconoscere la vittoria del suo avversario Joe Biden, una cosa inaudita per la democrazia americana, rifiutandosi inoltre di prendere le distanze da teorie del complotto e milizie armate di estrema destra. Negli ultimi giorni, inoltre, aveva chiamato a raccolta a Washington i suoi sostenitori e lo stesso avevano fatto anche i figli e l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani.

Per saperne di più:

Trump e lo stato pretoriano: clicca qui.

Trump, la polizia e l’esercito: clicca qui.

Podcast “come funzionano le elezioni americane”: clicca qui.

Per sapere come sono andati gli altri candidati alle presidenziali USA: clicca qui.

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